Un press kit utile permette a chi programma o comunica un festival di presentare il film in modo corretto, senza chiederti ogni volta le informazioni di base. È distinto dall’iscrizione al concorso e dai materiali tecnici per la proiezione. La proposta che segue è un metodo di lavoro di VIA Editorial: non è un regolamento universale né una promessa di selezione.
1. Usa una scheda del film come riferimento unico
Raccogli titolo esatto, nome del regista come deve apparire nei crediti, anno di completamento, durata comprensiva dei titoli, lingua originale, lingue dei sottotitoli disponibili e contatto della produzione. Usa le stesse diciture nel film, nel modulo di iscrizione e nei materiali di comunicazione. Indica la data della versione, così chi riceve la scheda riconosce gli aggiornamenti. Non inserire la password di uno screener privato in un documento destinato alla diffusione pubblica.
- Titolo e credito della regia, verificati sul film definitivo.
- Durata, anno, lingua originale e sottotitoli disponibili.
- Email pubblica di contatto, eventuale sito e una persona responsabile degli aggiornamenti.
- Un documento privato separato per il link di visione e le istruzioni di accesso.
2. Racconta la storia prima degli strumenti
Prepara una logline di una frase e una sinossi breve di circa 50–80 parole. Una versione più lunga, intorno alle 150 parole, può servire quando il modulo concede più spazio. Sono lunghezze di lavoro pratiche, non limiti imposti dai festival. Parti da un personaggio, una situazione e una scelta importante; un elenco di software non sostituisce la storia.
In un esempio inventato, “Un viaggio nella memoria generato con AI” indica un tema ma offre poco da immaginare. “Un’archivista del turno di notte scopre che cancellare una registrazione danneggiata elimina anche l’ultimo messaggio di suo fratello” introduce una protagonista e un conflitto. La sinossi può spiegare cosa tenta di fare e quali ostacoli incontra. Identifica chiaramente un’eventuale versione che rivela il finale e inviala solo quando richiesta.
3. Scegli fotogrammi utili anche fuori dal montaggio
Parti da tre a cinque fotogrammi reali: uno che presenti il mondo del film, uno dedicato a un personaggio o a una relazione e uno con una situazione visiva riconoscibile. Preferisci immagini leggibili anche in piccolo. Il cartello del titolo può completare la selezione, ma raramente racconta tutto. Non presentare un’immagine promozionale generata appositamente come un fotogramma dell’opera finita.
Fornisci immagini pulite, senza allori o testi aggiunti, salvo richiesta esplicita. Associa a ogni nome file una breve didascalia e il credito concordato. Per esempio: “Archivio notturno — fotogramma 02 — Mara alla postazione di ascolto — immagine concessa dalla produzione”. Tieni la locandina in un file separato. Verifica le dimensioni richieste prima di preparare altri ritagli e conserva sempre il fotogramma originale.
4. Separa crediti, biografia e nota sul processo
Conferma nomi e ruoli con chi ha collaborato prima di condividere il kit. Scrivi una biografia breve che aiuti un lettore nuovo a comprendere la pratica dell’autore, senza inventare premi o precedenti proiezioni. Una nota separata può descrivere le decisioni creative umane e l’uso dell’AI, se il festival la richiede. Prompt2Screen propone già una guida alla spiegazione del processo di un film AI: il kit può rimandare a quella nota senza appesantire la sinossi.
5. Adatta il kit all’evento e all’edizione
Tieni un registro essenziale delle iscrizioni: evento, edizione, categoria proposta, URL del regolamento ufficiale, data di verifica, materiali richiesti e stato. Puoi preparare il kit anche mentre attendi informazioni su un bando. Essere pronti non significa che le iscrizioni siano aperte.
Alla verifica del 20 ottobre 2026, la homepage di Florence AI Festival rimanda alla pagina di iscrizione su FilmFreeway. La pagina dei concorsi di Milan AI Festival presenta le categorie ma indica che apertura, scadenze, quote, regolamento completo e link di iscrizione saranno annunciati. Segui le istruzioni aggiornate di ogni destinazione, senza trasferire i requisiti da un festival all’altro.
Il sito del Rome AI Festival presenta i risultati della terza edizione; Prompt2Screen raccoglie i film dell’edizione di Torino già conclusa. Sono riferimenti utili per la visione, non prove di una finestra di iscrizione attiva. VIA — Visual Innovation Awards mette in relazione questi progetti, ma premi e selezioni vanno verificati per ogni evento. La guida alla rete VIA ne spiega i diversi formati.
6. Prova la consegna dal punto di vista di chi riceve
Apri la cartella condivisa da un account che abbia soltanto gli accessi che intendi concedere. Verifica che scheda, didascalie e contatti siano comprensibili senza una tua spiegazione. Separa i file di lavoro modificabili dal kit pubblico approvato. Se cambia qualcosa, aggiorna consapevolmente la versione approvata e avvisa gli organizzatori che stanno già usando quella precedente.
La prova finale è semplice: una persona che non ti conosce riesce a identificare il film, descriverne la storia, attribuire i crediti e contattare il referente giusto? Se sì, il kit funziona. Aiuta a presentare bene l’opera; il film e i criteri del festival continuano a determinare il passo successivo.
